Inauguro con questo racconto la sezione "Racconti (Creativi?)" del mio blog. Racconti brevi scritti al massimo in un pomeriggio. Non sono uno scrittore di professione, quindi la qualità dei racconti non è eccelsa. Le storie potranno sembrare banali ma ho cercato di farle sembrare il più verosimili possibile e a me piacciono molto proprio per questo. Spero piacciano anche a voi :). Buona lettura!
Oggi, dopo averci spiegato per una mezz'oretta i vari tipi di cicli, ci assegna un esercizio. Le sue testuali parole sono state "Scrivete una funzione che accetta un parametro intero i e che restituisce la somma da 1 a i.". Esercizio di una banalità sconcertante per me, che da piccolo sono stato cresciuto a latte e transistor. Dopo 30 secondi consegno il compito, un foglietto con su scritto:
int somma(int i) { return i*(i+1)/2; }
Lei lo guarda un po' allibita, e mi dice: "mmm, si ok funziona, ma adesso fallo con un ciclo for...". Io mi rifiuto di realizzarlo con un ciclo for. Le dico: "Veramente lei ha chiesto una funzione che accetta un intero i e restituisce la somma da 1 a i. Ed è esattamente quello che questa funzione fa e lo fa meglio di qualsiasi altra funzione contenente un ciclo.".
Ritorno al mio posto, senza dire altro. Lei prende il foglietto e lo mette da parte aspettando che gli altri consegnino tutti il loro lavoro (cosa che non avviene prima di 20 minuti). Non è la prima volta che ci scontriamo su questioni di stile di programmazione. É apprezzabile che un professore insegni a programmare con stile. É meno apprezzabile quando questo professore ti costringe ad usare il suo di stile.
(Continua)